Menzione speciale per “Donne contro l’Ilva”

di Marcello Orlandini su Brindisi Report del 20 dicembre 2010

Un altro riconoscimento al Mediterraneo Film Festival di Carbonia, in Sardegna (conclusosi il 19 dicembre) per il film documentario della regista e giornalista brindisina Valentina D’Amico, “La Svolta – Donne contro l’Ilva”, un reportage diretto e profondo sul rapporto tra la grande fabbrica, il territorio e la società circostante. Una storia narrata da donne, vedove, madri, lavoratrici, che combattono per ottenere giustizia in nome dei mariti e dei figli morti sul lavoro, o del mobbing subito per anni e per le malattie provocate dall’inquinamento ambientale ai Tamburi di Taranto.

Parlano le donne, parlano i sindacalisti scomodi, parlano i lavoratori costretti a subire la repressione aziendale. E Valentina D’Amico, con una ricostruzione teatrale fa parlare anche uno dei caduti sul lavoro, il vice capo cantiere Antonino Mingolla di Mesagne, attraverso le parole scritte dalla moglie Francesca Caliolo immaginando i suoi ultimi momenti di vita. E’ un documento di forte impatto motivo, ottenuto semplicemente con un a descrizione puntuale e senza mediazioni dei fatti.

“La Svolta” ha ottenuto al festival di Carbonia una menzione speciale. Il Mediterraneo Film Festival è una rassegna cinematografica incentrata sul tema del lavoro e della migrazione, si avvale della direzione artistica del regista Paolo Pisanelli – fa sapere Valentina D’Amico – e della collaborazione di Alessandra Guarino, docente della Scuola nazionale del Cinema, è promosso, organizzato e presentato dalla Società Umanitaria – Centro Servizi culturali di Carbonia Iglesias con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Carbonia, la Regione Sardegna, la Provincia di Carbonia Iglesias e l’Agenzia regionale per il lavoro.

Il film documentario della D’Amico è stato prodotto dalla Filmare di Foggia con il contributo della Apulia Film Commission ed è stato oggetto di una serie di proiezioni in Puglia attraverso appuntamenti programmati da Casa Di Vittorio nel centenario della nascita del padre del sindacalismo moderno italiano.

A tutto ciò va aggiunto, per la valenza che ha la battaglia per il diritto alla salute a Taranto, che Anna, Caterina, Francesca, Margherita, Patrizia e Vita, le protagoniste di “Donne contro l’Ilva” si sono classificate terze al premio di Ambientalista dell’anno 2010 indetto da Legambiente e dalla rivista La Nuova Ecologia, in un’edizione che ha visto vincitore Antonio Diana, imprenditore di Caserta impegnato nel settore del riciclaggio di materiali plastici in una realtà di drammatiche tensioni attorno al problema dello smaltimento dei rifiuti.

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